01 set 2015

Dolce ricordo dal Salento

Photo by Karimi
L' estate è finito, ma i ricordi rimangono per sempre, come questo tramonto pieno di colori a Santa Maria Leuca in Salento. 


19 set 2013

Il tuo sorriso







L'oscurità della notte che ci avvolge
mentre noi camminiamo sotto i globi della luce
sospesi sopra di noi come gli angeli
tu con quel sorriso brillante
nascondi tanti segreti e tanta bellezza
 penso che il destino con me
quanto era crudele e senza pietà
ora che sono imprigionato nella tua bellezza
tu mi parli di un'altra terra.


Foto e poesia by :Karimi

13 apr 2013

Mohammad H. Mohammadi, la scrittura, le donne d'Afghanistan

Con l'arrivo di M. H. Mohammadi alla Querini Stampalia, si è aperta fra le maglie degli "Incroci "uno squarcio di luce pura, fra rifrazioni di esotiche distanze e attraversamenti riavvicinati di un “mondo” doppiamente remoto, l'universo femminile afgano. Scrittore “controcorrente”, dove le correnti non sono linee divergenti di pensiero, ma ataviche resistenze ad un'osservazione disincantata dell'uomo e del mondo, Mohammadi ci rivela il suo approccio “radicale” alla narrazione di storie con personaggi femminili: in questo senso la propria dimensione eccentrica, estranea perfino al temi e convenzioni di scrittura delle donne afghane, si spinge fino a un'identificazione totale, sfruttando fino in fondo la straordinaria vitalità della lingua persiana. “Nella mia scrittura", ci dice l'autore, "mi piace  l'idea di rendere il lettore partecipe di un processo continuo di ricreazione; la parola serve a eccitare la fantasia, all'interno di un percorso coerente. Spero che mio padre non legga mai le mie cose”, conclude, “è una persona fortemente religiosa, e temo che non capirebbe”.
 Incrocidicivilta

04 gen 2013

I fichi rossi di Mazar-e Sharif

Una raccolta di racconti che sintetizza la cronaca di un conflitto interminabile che non ha risparmiato nessun angolo dell’Afghanistan. Mohammad Hossein Mohammadi racconta con una scrittura semplice e intensa l’orrore che la guerra ha portato fin dentro il cuore delle relazioni umane più intime degli afghani. 


Cronaca di un conflitto interminabile, i quattordici racconti de I fichi rossi di Mazar-e Sharif si trasformano, grazie alla scrittura lucida, elegante ed intensa di Mohammad Hossein Mohammadi, in una sinfonia di voci e di sentimenti sulle variazioni della guerra, la morte, l’amore, la nostalgia per un Afghanistan perduto.


La dolcezza del passato e l’orrore di un lungo presente, simboleggiati dall’albero di fichi del titolo che in un giardino di Mazar-e Sharif una bambina fruga alla ricerca di un frutto maturo, mentre il rombo degli aerei preannuncia morte e terrore, sono narrati attraverso una sapiente miscela di fantasia e realtà. Mohammadi, uno dei protagonisti della società civile di un Paese che cerca disperatamente di ritrovare una propria strada verso la normalità, ha scelto di far parlare tutti i protagonisti della tragedia corale nella quale l’insensatezza della guerra ha gettato l’Afghanistan: contadini uccisi mentre si apprestano a raccogliere il grano nell’intervallo tra una battaglia e l’altra; bambini che la guerra ha reso orfani, mutilati, segnati a fuoco dall’orrore senza fine degli adulti; madri di famiglia costrette a prostituirsi nonostante l’incubo della lapidazione; giovani fanciulle concupite come bottino di guerra; uomini normali che la guerra trasforma in mostri irsuti e insensibili; combattenti che scoprono le loro debolezze di uomini; difensori della libertà che dimenticano il rispetto di valori che neanche la guerra dovrebbe calpestare. Mohammadi riserva ad ognuno di essi, anche a quei talebani esecrati dall’Occidente e temuti in Afghanistan, uno sguardo che scandaglia i loro sentimenti più profondi, e un posto nella Storia che la cronaca giornalistica ha spesso loro negato.


Ponte33


13 lug 2011

La manifestazione degli Hazara a Milano (Italia)

foto by Alfredo Gardani
Gli Hazara d’Italia si sono riuniti a Milano e hanno condannato gli attacchi dei Kochi a Nahur, Behsud, e
Daimirdad.

Sabato 9 luglio a Milano decine di manifestanti Hazara si sono riunite ad altre etnie e a cittadini italiani, e hanno marciato per le vie del centro di Milano, per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della pace e della giustizia in Afghanistan.

I manifestanti, scortati dalle forze dell'ordine, hanno mostrato striscioni, manifesti e cartelli mentre urlavano slogan

contro il terrorismo e i talebani.

11 mar 2011

I Buddha perduti


I Buddha di Bamiyan erano due enormi statue del Buddha scolpite da una setta buddista nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan, a circa 230 chilometri dalla capitale Kabul e ad un'altezza di circa 2500 metri; una delle due statue, il maschio Salsal, era alto 56 metri e risaliva a 1500 anni fa, la piccola femmina Shamam era alta 53 metri ed aveva 1800 anni.
Bamiyan si trova sul percorso della Via della seta ed è un esempio importante di un territorio culturale che illustra un significante periodo del buddhismo. La via della seta era un itinerario mercantile che univa i mercati della Cina con quelli dell'Asia centrale e meridionale, del Medio Oriente e dell'Europa. Fu la sede di numerosi monasteri buddhisti e un florido centro religioso, filosofico e artistico dal II secolo in poi, fino alla conquista islamica del IX secolo.
Scritta da Nur Mohammad Mutahari .
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