4 giu 2010

Gli Afghani Hazara in Italia uniti per protestare contro gli attacchi dei kuchi a Behsood, Daimirdad e nel distretto di Nahur


Gli afghani hazara in Italia, si ritrovano uniti in una manifestazione per protestare contro i recenti attacchi dei nomadi talebani su pacifici villaggi hazara situati a Behsud, Daimirdad, nei distretti Nahur di Maidan e nella Provincia di Ghazni.

In questi recenti feroci attacchi, migliaia di abitanti innocenti sono stati costretti a scappare, molti sono morti, tra loro donne e bambini, le loro case sono bruciate sotto il fuoco delle armi dei nomadi talebani.

E’ inoltre da considerarsi genocidio la sistematica e ben organizzata serie di attacchi, i quali si propongono di spostare la guerra dalla parte meridionale del paese alle pacifiche province Hazara, bloccando il progresso della Società Hazara, che è una delle etnie più oppresse e discriminate dell'Afghanistan nella storia di questo paese.

I kuchi (talebani nomadi), armati di armi pesanti, arrivano con i loro veicoli e distruggono le terre agricole degli hazara, bruciano le loro case e li uccidono quando li catturano.

Massacrati per la prima volta dal re tiranno Abdul Rahman Khan nel 1890, per la seconda volta dai talebani nel 1990, e successivamente riconosciuti come il popolo più democratico e progressista nelle diverse arene civili e sociali, gli hazara sono sotto la pressione dei fondamentalisti e dei fanatici talebani che stanno imponendo una guerra contro di loro.

I talebani sanno che gli hazara, in quanto loro oppositori, costituiscono il muro più forte contro il fondamentalismo e il terrorismo nell’Afghanistan contemporaneo. Sanno che per entrare nel territorio politico e raggiungere i loro obiettivi dovranno prima oltrepassare questo muro.

Il Governo razzista di Karzai, comunque, sta dando ai talebani (gavels??) basandosi sulla loro politica razzista; non solo non sta reagendo contro i talebani ma li accoglie calorosamente nelle arene politiche del paese. Questo non è accettabile per gli hazara i quali sono stati da sempre vittime dei talebani.

Durante queste tre settimane di Guerra imposta contro pacifici distretti e province, il governo corrotto e razzista di Karzai e i suoi alleati internazionali, la rappresentanza speciale delle Nazioni Unite, la NATO e gli ufficiali dell’ISAF in Afghanistan sono tutti misteriosamente silenti e non mostrano nessuna reazione, osservando questo massacro come uno show di intrattenimento.

Gli hazara danno valore al processo di pace e democrazia del loro paese, nonostante essa sia fragile e simbolica. Basandosi su questi valori, dopo la guerra hanno gettato le loro armi per iniziare una nuova era con la comunità internazionale e per ricostruire il loro paese lacerato dalla guerra, ma hanno dovuto scontrarsi con un governo razzista, l’opposto di ciò che si meritavano.

Considerando gli anni precedenti, gli hazara hanno giocato un ruolo significativo nella legittimazione delle elezioni in Afghanistan con una presenza rimarcabile di donne e uomini di diverse città e province.

Nuovamente, quest’anno mentre le elezioni parlamentari si avvicinano , i fanatici fondamentalisti non tollerano una presenza forte degli hazara che legittimi le elezioni, cosicché hanno attaccato le loro aree, supportando i nomadi kuchi ed utilizzando la violenza.

Dal 2002, gli hazara sono stati un supporto alla pace in Afghanistan, muovendosi rapidamente nei confronti dell’educazione su livelli differenti.

Gli hazara hanno supportato il processo di democratizzazione del paese da molto tempo, giocando il ruolo maggiore nelle elezioni presidenziali e parlamentari nazionali e negli esercizi dei processi di pace. Loro sono sempre stati una società di supporto del governo a dispetto delle discriminazioni etniche, dei pregiudizi e dei maltrattamenti.

Gli hazara valutano i diritti umani e della libertà di pensiero, di parola e di espressione.

Valutano i diritti delle donne; la prima donna ministro nella storia dell’Afghanistan, la prima donna governatore e la prima donna sindaco nella storia dell’Afghanistan erano tutte donne hazara.

Le fattorie coltivano avena ed altri cereali al posto dell’oppio che alimenta ed arricchisce la guerra dei terroristi. Gli hazara sono contro ogni tipo di terrorismo e fondamentalismo e condannano ogni tipo di terrore ed attacco. Gli hazara vogliono pace, sicurezza, uguaglianza e giustizia sociale.

Per tutte queste soprammenzionate ragioni sono sempre minacciati dagli estremisti e dai fanatici fondamentalisti.

Attraverso dimostrazioni pacifiche, gli afghani hazara in Italia condannano ogni tipo di violenza, crimine contro l’umanità e condannano anche il genocidio che ha avuto luogo a Behsud, a Daimirdad e nei distretti di Nahur.

Vogliamo spingere il Governo Italiano e gli ufficiali europei a prendere in considerazione l’idea di non supportare più un governo colpevole di genocidio e di crimini contro l’umanità nei confronti dei propri stessi cittadini.

Continueremo la nostra pacifica e legale protesta fino a quando le nostre voci non verranno ascoltate dalla comunità internazionale e fino a quando essa romperà il suo silenzio ed interverrà per risolvere questo problema, garantendo così la sicurezza ai cittadini afghani. Se così non avvenisse, in Afghanistan gli hazara dovranno armarsi e difendersi da soli, in questo modo la pace relativa portata nel paese si romperà di nuovo e come tutti ben sappiamo le conseguenze di una tale guerra sarebbero imprevedibili.

Data e ora dell’incontro : domenica 6 Giugno 2010

Delle Ore 15 e 18

Luogo dell’incontro: Piazza Duca D’Aosta, Stazione Centrale- Milano – Italia

per altre informazioni:

http://www.afghanlongtongue.blogspot.com/

http://samangan.org/site2/index.php?route=news/view/&Nid=2614

http://kabulpress.org/my/spip.php?article13102